Si, in effetti mi aspetto di diventare una mutante da un momento all'altro, con questa bella dose di vaccini che mi è stata iniettata questa mattina.
Non tutti sanno che - e questa pare la sezione curiosità alla fine dei miei noiosissimi comunicati stampa, un tentativo poco riuscito e persino patetico di rendere i ridondanti testi che produco per lavoro un minimo stuzzicanti - Vio sta partendo per un'esperienza di volontariato in Kenya
Eccomi, sarò lì, proprio lì, dove punta la freccetta, a due passi dal Lago Victoria, che non vedrò, ma sono sicura che il vento me ne porterà l'odore, tra una corsa e l'altra nelle corsie dell'ospedale: motivazioni, evoluzioni, aneddoti, racconti, sensazioni, insomma TUTTO ma proprio TUTTO quanto può rientrare in un'esperienza di questo tipo, cercherò di raccontarlo su questo blog, che non a caso è rimasto lo stesso... capirete voi stessi il perchè, se un poco poco mi conoscete, nel corso della lettura. Aggiornerò quando possibile, più facilmente al ritorno in Italia e mi scuso da ora, se non riuscirò con questi racconti a strapparvi la risata per il suono della quale questo blog è nato e cresciuto...
non manco mai l’appuntamento con il tuo blog, spietato ma realistico sguardo sull’universo femminile di questi ultimi decenni, di cui mi ritrovo essere protagonista. Sono una giovane donna istruita e attraente, ammettiamolo pure, una di quelle a cui le occasioni di incontro non mancano mai. Dopo una periodo di treni presi al volo, di incontri fugaci senza impegno, ho deciso di sfruttare il benefico influsso di Venere sul mio segno di questi primi mesi dell’anno, per dare ‘una regolata’ alla mia dissoluta vita sentimentale e di riflettere prima della consumazione di un incontro, attraverso almeno un paio di appuntamenti di circospetta conoscenza reciproca. In poche parole, decisi di adottare un comportamento normale e degno delle più brave ragazze in circolazione.
Cara Chez Vio, perchè il destino mi è così avverso? Perché dopo il terzo appuntamento, fino al quale ancora ero riuscita a tenere a badai tornadi ormonali con ardui esercizi di training autogeno e meditazioni zen, il baluba ha dato segni di calo d’interesse fino a sparire verso lidi più promettenti?
Mi domando quale il momento ideale per cedere e scatenare i propri impulsi sessuali se quando la dai subito sei classificata poco seria e inaffidabile e quando al contrario, aspetti fino al secondo appuntamento facendo la parte di quella che esita, vieni scaricata?
Delusa anonima trentenne
Carissima Delusa Anonima Trentenne,
comprendo il tuo sgomento e ti sono vicina. Se sei una di quelle che entro i primi 90 minuti palesa la propria disponibilità e lussuria, comprendo doppiamente e sono mortificata nel dover ammettere di non avere una risposta super partes alla tua domanda. Mi verrebbe da dire tra il primo e il secondo appuntamento, giusto per tagliare la testa al toro, ma la cosa andrebbe studiata più approfonditamente, perché così al brucio pare inverosimile.
Che fare se non cercare di comprendere da subito quali e quanti sforzi devono fatti per il soggetto in carica? Perché non chiederlo direttamente all’interessato?
Piacere Delusa Anonima Trentenne, piacere Gigi. Scusa quando vuoi che te la dia?
Tra l’altro questa sarebbe una domanda da includere nella top ten della lista delle domande da fare prima di equivocarsi in qualsivoglia maniera con la recluta assieme a: sai cucinare (alla quale la risposta è immancabilmente affermativa), chi ti stira le camicie, vivi da solo (inteso come: senza i genitori. Il dubbio è lecito anche si tratta di un ultra trentacinquenne), sei fidanzato (risposta necessariamente negativa se è furbo, cosa che capita di rado, tergiversa e s’arrampica malamente sugli specchi invece, se è nella media), dimensione del pene (nessun ipocrita mugugno di disapprovazione per favore) e durata media della prestazione.
Ah dimenticavo, Ti puzzano i piedi?, dettaglio da non sottovalutare soprattutto nel caso di donne dall’olfatto sopraffine (praticamente tutte).
Naturalmente, la proverbiale sensibilità e delicatezza delle donne non ci permette di soddisfare queste curiosità prima di perdere del tempo e delle energie e per arrivare alla risposta dei quesiti, sarà necessaria la solita paziente furbizia.
Per questo cara Delusa Anonima Trentenne, ti consiglio molto poco originalmente di seguire il tuo istinto, che se ti porta a smudandarti entri i primi 90/120 minuti, ha ragione almeno a beneficio dei tuoi ormoni se sei fortunata e delle persone che staranno attorno ad una Te sorridente ed euforica il giorno dopo.
N.B: Ogni riferimento a cose, persone e fatti realmente accaduti è del tutto casuale. Ricordo a chi legge, che il più delle volte non parlo di ME STESSA, ma vengo ispirata da conversazioni, osservazioni, situazioni non vissute in prima persona.
Lo so. Vi sono mancata. Ma Vio is back e aspettava pazientemente di incarnarsi nel vaso che trabocca dopo la fatidica ultima goccia. Eh si, un’altra storia da raccontare impietosamente. E in questo caso, osservo dall’alto: il balletto del gambero che più che andare avanti va indietro. Ora, tutti sanno che io sono ardente fautrice della ‘trombata e fuga’ per la quale, obiettivamente, pochi sforzi sono necessari. Qualche passo in avanti e il gioco è fatto: una bella soddisfacente, quando va bene, serata di sesso che strascichi ne lascia pochi, se non la soddisfazione di aver finalmente scaricato un po’ di quella energia accumulata dai turbamenti ormonali. Saetta invece, - e se il soprannome affibbiato vi suggerisce qualcosa relativamente alle sue prestazioni, non… cioè, vi sbagliate – ha adottato una tecnica di baccaglio alquanto comune, quella che io chiamo ‘del gambero’. L’Uomo-gambero zompa verso la preda con salti e piroette da acrobata del circo: cose da non credere, farcite di ricchi premi e cotillon, che inevitabilmente ti fanno cadere nella trappola tesa con l’illusione che tutta quella energia investita nella fase di baccaglio, sia preludio di un contatto più approfondito e duraturo. Falso. A ogni zompo in avanti corrispondono innumerevoli passetti all’indietro, incerti ma rapidi, anche un po’ ridicoli se vogliamo, che ti fanno immaginare sul volto del soggetto un’espressione colpevole e timorosa, di una reazione da parte tua incontrollabile e fuori misura. Che fatica! Ora, l’umano non zompa e non cammina all’indietro per sua natura, perché mai volersi tramutare in un ibrido soprannaturale al fine di conquistare una donna, anche se solo per pochi attimi, impresa tra l’altro più facile di quel che sembra? Funny enough la vicenda in sé e per sé… ma mi piace immaginarmi dall’alto mentre osservo un omino che fa salti mortali verso l’obiettivo seguiti da corsette all’indietro… zompa con aria sicura e virile e si ritira sguardo basso e spalle chiuse verso il torace. Se poi dall’alto, scorgi pure una evidente chierica sulla testa, la cosa si fa ancora più divertente.
Immaginate un uomo a cavallo con il capello fluente e il portamento principesco. Immaginate che allunghi la mano per rapirvi e portarvi lontano…
No no, un momento! Rewind… Nessun cavallo, semmai qualche bicicletta abbandonata ai piedi dei pali della luce di Via Borgo Dora, il solito vociare che arriva dal Brocante e dal vicino Grillo Sparlante e una bella e nutrita compagnia. Oddio un po’ improvvisata, ma si sa ci si affida agli amici, ai loro nuovi vicini e alle rispettive conoscenze per ‘allargare’ il proprio raggio d’azione… volevo dire, il proprio circuito sociale.
Quella sera qualcuno l’ha pagata cara per essersi portato dietro un soggetto del genere: sguardo fisso e tenebroso che non ti molla MAI, nessuna parola pronunciata durante tutta la serata ma gli leggevi chiaro in faccia che il messaggio che gli frullava per la testa era, Io le donne le conquisto così.
E’ lui, L’Ultimo dei Romantici, l’uomo che non chiede ma avvinghia a sé con la forza dello sguardo e quando ti ha lì, ai suoi piedi, che lo implori di possederti, lui ‘ti farà ragionare’.
Così racconta il fascinoso restauratore di Borgo Dora, che alle donne prima di 6 mesi di frequentazione ‘non lo dà mai’ perché devono sudarselo e innamorarsi follemente di lui, prima di poter consumare. Un modus operandi che a dire il vero avrebbe il suo perché… se fossimo vissuti oltre un secolo fa e la verginità fosse ancora requisito indispensabile per trovar marito.
Ma oggi ci sono in giro più infoiate che donne da maritare che si sa, ancor prima di guardarti negli occhi han già fatto l’RX del tuo pacco.
Se poi il tutto è condito da una serie di sms mandati alle diverse amanti in corso, per altro esibite platealmente, allora il tutto mi perde un po’ d’efficacia e oltre ad essere seccata per lo sguardo insistente da triglia, mi sento pure in diritto di giocare con le affermazioni che super convinto e senza ritegno predichi.
L’ironia fa il suo bel gioco, ma forse non funziona oppure c’è un problema neurologico di fondo se alla fine della serata, dopo un 2 di picche più che palesato, ti congedi dai tuoi amici con un, Tornerà, verrà a cercarmi e io sarò lì (ad aspettarla per farla ragionare, aggiungiamo noi).
Eh si, anche nel caso de L’Ultimo dei Romantici si trattava di una fuffa, di quelle però che ti porti dietro nelle tavolate con gli amici, fanno da collante e scatenano grandi risate.
Forse ho acquistato un letto che lancia richiami tipo fischietti simulatori di femmine di volatile, quelli che si usano per la caccia per intendersi. Oppure emette ultrasuoni che attirano maschi confusi e soli con un’alta percentuale di testosterone avariato. Faccio fatica a credere di essere io la causa di questo improvviso e impellente desiderio di coloro che capitano a casa mia per un accordato veloce saluto serale, di ‘fermarsi a dormire’.
Le scuse sono le più scontate – e in questi giorni il tempo piovoso aiuta – dall’ora tarda alla stanchezza, fino allo sfrontato ‘così TI faccio compagnia’.
Naturalmente senza mai alcun secondo fine, sia chiaro.
Con tutto che la mia piccola casa evidentemente poco si presta ad accogliere ospiti improvvisati per non dire indesiderati. E allora allo sguardo è senza ombra di dubbio chiaro che dormire ‘DA me’ significa dormire ‘CON me’.
Mi domando: se lo scopo NON è fare sesso a sentire loro (e ai fini della finzione siate indulgenti se faccio la parte della naiv) quale arcano motivo oltre al calore umano, che non mi pare sufficiente, ti spinge a dormire scomodo in un letto che non è il tuo? Forse il mio corpo emana un calore fuori norma, tipo salsiccia che frigge, inconsapevolmente terapeutico, oppure le mie tette sono sorgente di leggere scosse elettriche che conciliano il sonno, o mi viene da pensare che durante la notte, un po’ come l’asino d’oro, io partorisca un tesoro di inestimabile valore… peggio ancora che il mio sonno sia talmente pesante, da non accorgermi di svelare a domanda fatta, le coordinate delmio conto corrente bancario… questo spiegherebbe il fatto che è sempre in rosso, se non altro.
‘Letto fuori servizio’ è il cartello che appenderò fuori dalla porta.
Speriamo che almeno questo non lasci spazio ai fraintendimenti.
Credits of Monica per il 'testosterone avariato' e al Vermuth Carpano Antica Formula per l'ispirazione.